Poesia scritta in memoria delle vittime dello shoah.

Nulla di più tremendo,
poteva l’uomo contro se stesso:
sporcarsi dentro per pulire fuori.

I monti hanno ingoiato l’ultimo crepuscolo
Mentre uomini cuciono stelle sui propri petti
Sperando di vedere quelle delle prossime notti.

All’alba il grave suono avvierà la sofferenza
Che tutti sperano sia l’ultima pregando la morte
Essendo essa l’unica via di fuga.

I forni, allegramente, fumano nella simpatica città
Dove il lavoro, solo, rende liberi
Ed il fumo dei camini sa di uomo.

Una sottile rete divide vita e morte
Anche se i vivi, li, sono morti
E la parola vita non è più un sogno.

Il grande cancello nero si apre
Per il benvenuto al nuovo vagone
Dando l’addio alle anime dei turisti.

Una volta arrivati ci penserà il tempo
A descrivere le bellezze del paese
Naturalmente per chi ne avrà prima di partire
Il paradiso li aspetta.

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