Un incontro con un amico d’infanzia.
Era li, davanti a me, con l’aria di chi volesse interrogarmi . Mi sembrava di rivedere un fantasma eppure seduto davanti a me su di una panchina del parco pubblico era proprio lui : Alfonso Zava un mio compagno di giochi d’infanzia si prorio lui ,Alfonsino l’unico bambino che sognava per il suo futuro di diventare impiegato di banca: mentre noi volevamo diventare piloti di formula uno , astronauti, cantanti famosi e ogni settimana cambiavamo vocazione ,lui imperterritpo, per anni continuava a dire . che , grazie alle raccomandazioni dello zio commercialista , sarebbe diventato impiegato alla Banca Cattolica del Vreneto. Non ebbi il coraggio di chederli che lavoro facesse ma lo stetti ad ascoltare pieno di curiosità : Quella mattina si era comprato una cravatta marron,mi disse, già la cravatta era sinonimo di serietà, figuriamoci una cravatta come quella:marrone scuro, stoffa ruvida, tinta unita. Era il massimo.Rappresentava non solo la serietà, ma laserietà più scontata, quella inutile: essere ser o unicamente per essere serio. Del resto Alfonsino era proprio così: un’autentica testa di ghisa e ne era orgolioso. Faceva sempre quello che era stabilito, ed era riuscito anche quell’anno, mi disse, a conservare il sussidio previsto dall’ U.S.L.per coloro che si sottoponevano a tutti gli esami di prevenzione. Quella mattina era stato dal medico di base per avere l’impegnativa per gli esami di routine : glicemia, azotemia, colesterolo, trigliceridi, uricemia, elettroliti, esame urine,ecc. ecc.
Si era messo in coda ed aveva aspettato più di un’ora , ma adesso aveva l’impegnativa. L’indomani avrebbe dovuto recarsi all’ospedale per fissare l’appuntamento per il prelievo. POi,quando fosse arrivato il suo turno, avrebbe dovuto sottoporsi al prelievo del sangue, ripassare a ritirare gli esitie quindi portarli al medico perchè li valutasse. Quindi per ogni accertamento c’erano cinque giornate impegnate.Gli accertamenti consigliati fra esami del sangue , visite specialistiche, radiografie, scopie, elettrocardiogrammi, erano circa cinquanta, qualcuno in più per sua moglie se consideriamo i Pap test ,le colposcopie e le mammografie,Alfonsino aveva quindi considerato che i giorni impegnati per gli accertamenti sanitari erano ciraca 250 . Visto che l’anno aveva 365 giorni , gli rimanevano 115 giorni per fare le varie domande di pensioni, visite fiscali, assicurative e domande varie all’U.S.L.
Purtroppo però non sempre le cose andavano lisce e più di una volta aveva dovuto rifare qualche esame per banali motivi o addirittura perchè qualche reperto non rientrava nella norma .
Bisognava poi procurarsi i certificati medici per la ginnastica dei bambini , per il nuoto, per la patente. Per fare ogni cosa bisognava presentare un certificato medico.L’unica cosa per cui non serviva il certificato era l’acqiosto dei superalcolici o delle sigarette,li bastava andare dal tabaccaio , pagarlo e si poteva fumare. Stranamente l’unica attività pericolosa per la salute era anche la sola ad essere lasciata libera dalla burocrazia sanitaria.I giorni dell’anno dunque bastavano appena al disbrigo di tutte le pratiche ed Alfonsino mi confidò di voler firmare per il ricovero volontario, almeno per un anno.Ecco perchè aveva quell’espressione perplessa nello sguardo, ecco cosa mi voleva chiedere; voleva firmare , sapeva che ero diventato un medico e voleva chiedermi cosa ne pensavo.
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