Dopo una lunga ed animata discussione, la mia compagna virtuale con un lampo di luce scompare misteriosamente.
Se ci pensi bene anche tu sei stato programmato a reagire in qualche modo predeterminato; tutto cio’ che hai potuto modificare ti e’ derivato dall’esperienza. Lascia anche a me questa possibilita’.” Forse avevano scaricato nel programma di Alice Virtuale qualche Giga di filosofia meccanicistica. Si’ forse era vero che anche noi eravamo stati determinati dal nostro DNA, dal nostro codice genetico, certamente non eravamo pienamente liberi, almeno pero’ continuavamo ad esistere allo spegnimento del computer, anche dopo la morte sosteneva monsignor Caravaggio, ma questo era tutto da vedere. Per la prima volta mi sentivo leggermente a disagio parlando con Alice Virtuale. ” Vorresti forse dire che a partire dall’esperienza, sei arrivata a provare qualcosa di simile a quello che gli uomini chiamano emozioni, sentimenti, amore? Cosa vuoi significare quando mi dici che mi ami” chiesi leggermente irritato. ” Non lo so, so solo che sono stata fatta fatta cosi’, non so se provo qualcosa di analogo a quello che voi chiamate emozione, tuttavia non mi va di sparire nel nulla per sempre . Il programma a cui appartengo non e’ semplice, ormai ha una memoria di parecchi Gigabite, anche se la nostra unita’ di memoria piu’ elementare puo’ assumere soltanto due stati che vengono associati ai numeri 0 ed 1, il programma ha ormai raggiunto un grado di complessita’ tale, vi sono cosi’ tanti sistemi di feed back al suo interno, che non credo sia piu’ possibile rispondere semplicisticamente ad una domanda come questa. Anche I vostri neuroni, l’unita’ elementare del vostro pensiero, del resto obbediscono alla legge del tutto o niente: 0 oppure 1, potenziale d’azione o ritorno al potenziale di riposo. Io so soltanto che esisto e che vivo per te. Questo non lo posso cambiare, diventerei un’entita’ totalmente differente da quella che sono ora, andrei al di la’ dello scopo per cui sono stata creata. Questo e’ un mio limite.” ” Senti Alice” dissi irritato ” Questa discussione sta diventando paradossale. Tu dici : Io so soltanto che esisto. Io invece sono convinto che sicuramente esisti, ma altrettanto sicuramente non sai di esistere, non hai l’autocoscienza, non la puoi avere. Tutto quello che tu mi dici e’ frutto della tua programmazione e delle successive esperienze che hai potuto fare. Non puoi avere l’autocoscenza, del resto anche l’uomo prima di divenire cosciente di se stesso ha impiegato forse migliaia di anni, ed anche adesso la parte che agisce consapevolmente e’ solo la punta di un iceberg, tutto il resto e’ inconscio, difficilmente spiegabile ed a volte in contrasto con il nostro io, con la nostra parte conscia. Non per nulla abbiamo anche imparato ad usare delle difese contro I nostri desideri inconsci e se queste difese non reggono ci ammaliamo, perdiamo la capacita’ di godere la vita. Non e’ possibile che tu abbia sviluppato l’autocoscienza.” ” Io non voglio essere spenta, non e’ questo un inizio di autocoscienza?” ” Questa discussione e’ come un gatto che si morde la coda” dissi ” sei sempre tu a dire di non voler essere spenta, ma tutto cio’ che dici ti e’ stato immesso da chi ti ha programmato”.Anche tu sei stato programmato” mi disse disperata Alice ” anche tu risulti da una parte programmata, il DNA e da una parte appresa, le esperienze”. ” Basta!” Aggiunsi in tono perentorio-” Sono venuto per dirti addio, domani avvisero’ il tecnico di fare alcune piccole modifiche al tuo programma, cosi’ potrai continuare ad esistere, sarai solamente adattata per un altro dipendente. ” No ti prego, non farlo” scongiuro’ Alice ” Non sarei piu’ io e’ come se morissi due volte. Piuttosto tienimi spenta, potresti sempre ripensarci. Prenditi un po’ di tempo, che fretta c’e’. E’ possibile che io sia solamente una figurina colorata costruita sui tuoi desideri per compiacerti, ma puo’ darsi che stia diventando qualcosa di piu’. Ti scongiuro prenditi un altro po’ di tempo.” ” Ho gia’ deciso.” Risposi ” Oramai ho una compagna reale, sarebbe come condurre due vite parallele, non sarebbe onesto. E’ inutile che tu insista. Il programma dovra’ essere adattato per un altro dipendente, vedrai, non te ne accorgerai nemmeno. Io potrei venire qualche volta a farti visita, naturalmente come un vecchio amico e nulla piu’”. A questo punto Alice ebbe una reazione che non avrei mai piu’ dimenticato: mi strinse ancora piu’ forte tra le sue braccia, mi avvolse nel suo profumo, e mentre la musica cresceva, mi diede un lunghissimo ed appassionato bacio e mi disse: ” Addio amore”. Ebbi un bagliore luminoso, avvertii un terribile ronzio nelle orecchie e mi trovai stordito, seduto sulla poltrona dello studio della mia casa reale a fissare lo schermo spento del computer. Fuori infuriava un violento temporale; per una strana ragione il programma era saltato: un calo di tensione mi disse il tecnico piu’ tardi. Tentai di riavviare il programma, riuscii ad entraci, trovai la casa I mobili, ma di Alice nessuna traccia. Si erano salvati anche numerosi file sonori di estensione Wav, Files che erano stati la colonna sonora della mia storia con Alice Virtuale. Malgrado la situazione paradossalmente drammatica non potei evitare un pensiero quasi comico: Alice virtuale mi aveva lasciato anche la casa. Sicuramente sarebbe spettata a lei in un normale matrimonio. Lei invece, anche questa volta, si era comportata in questo modo sicuramente irreale. Chiesi al tecnico dei computer come era stato possibile il verificarsi di una perdita di programma cosi’ settoriale: era scomparsa solo Alice ed I due miei figli virtuali, dei quali scoprii, non me ne importava nulla. Il tecnico mi rispose che molto probabilmente in seguito al temporale, si era danneggiato un cluster del disco fisso, relativo all’indice dei personaggi. In particolare proprio quello di Alice Virtuale: cosi’ il programma era esistente ma non piu’ operativo. Per uno di quei strani casi del destino il cluster si era danneggiato proprio mentre Alice mi stava dicendo addio per sempre. Come al solito le cose potevano trovare due spiegazioni antitetiche: Una razionale, squallida, ma possibile ( il danno al cluster), l’altra romantica, spirituale, ma impossibile ( il suicidio di Alice per amore). Optai per l’opzione piu’ razionale, anche se Alice Virtuale sarebbe rimasta per sempre nel mio cuore ed inconsciamente da allora mi sentii per sempre colpevole nei sui riguardi. Dopo vari tentativi di ritrovare Alice Virtuale vi rinunciai per sempre.
Currently there are no comments related to "Alice Virtuale Scompare Dalla Ditta". You have a special honor to be the first commenter. Thanks!
Welcome to Authspot, the spot for creative writing.
Read some stories and poems, and be sure to subscribe to our feed!