Caratteristiche contrastanti di un vecchio commerciante di suini.
Ora si fa un gran parlare di miracolo economico del nord-est, di piccola industria di artigianato, ma al mio paese, Tombolo, una megalopoli di quasi 5ooo anime situata in pieno nord-est tra Padova, Vicenza e Treviso, l’economia fino a qualche anno fa era basata quasi interamente sul commercio di vacche, tori e maiali e non si stava poi così male.
Fino a pochi anni fa era possibile ancora trovare uomini come Jio Toldo nei mercati di bestiame intenti a darsi violente pacche sulle mani a sancire contratti anche di parecchi milioni, assistiti magari da un mediatore di bestiame che per poche lire fungeva da procacciatore d’affari , da notaio , da avvocato e da giudice.
Jio Toldo era un uomo terribile, basso, tarchiato, con le gambe arcuate, tutto nero con una benda nera sull’occhio destreo ,autentico tombolano , andava al mercato per vendere maiali con un biroccino trainato da un cavallo velocissimo ,sorpassava i concorrenti ,mercanti come lui ,frustando il cavallo e coprendo i rivali di spaventosi insulti , sembrava un antico gladiatore romano o una figura mitologica , un incrocio tra Marte e Bacco, più duro però. Jio non aveva paura nemmmeno del diavolo . Dal Dio Bacco aveva ereditato l’amore per il gentil sesso . Si narra che una volta essendo stato lasciato da una delle sue tante amanti, disperato , si sia rivolto alla moglie pregandola di andare a parlare con l’amante per chiederle di ritornare da lui . ” Virginia solo ti te poi salvarme, ti te ghe se fare, va ti, mi so massa nervoso.” La Moglie ( brava dona) andò e riuscì nel suo intento.
Dal Dio Marte aveva ereditato il carattere impulsivo e un tantino violento . Un giorno che tornò a casa dal mercato e trovò per pranzo del baccalà che secondo lui era di cattiva qualità, non seppe resistere , prese la pentola , andò dal casolino che aveva venduto alla moglie il baccalà e di fronte agli occhi esterrefatti di tutti i clienti del negozio, versò il contenuto della pentola ancora caldo sulla testa del malcapitato negoziante. Così era Jio , non poteva resistere, non poteva trattenersi. Quando andava dal dentista lo faceva urlando” Ahi…ahi …che male … che male” . Arrivava all’ambulatorio sempre gridando, sorpassava gridando tutti i pazienti che trovava in sala d’aspetto, una volta sollevò di peso un malcapitato che si trovava già seduto sulla poltrona del dentista e si mise al suo posto sempre strillando a squarciagola ..”.Che maleeee.” Quando poi , per andare ai vari mercati di bestiame , dovette abbandonare il biroccino del cavallo per andare in corriera , fu per lui una tragedia. Tutto il paese si dava appuntamento al mattino presto per Jio senza pantaloni, che correva dietro alla corriera , inseguito dalla moglie che gli reggeva i pantaloni, la giacca, un calzino e anche la scodella del caffelatte. Se poi , come accadeva spesso, l’autista della corriera, per divertimento, fingeva di partire per fermarsi ad aspettarlo qualche metro più avanti, le bestemmie che uscivano dalla bocca di Jio in quelle occasioni sarebbero bastate da sole a far dannare tutto il paese nel più profondo dell’inferno per tutta l’eternità. Di Jio era la preghiera del commerciante tombolano: ” Liberami oh Signore da tutti i mali .Destrigami , cavame dai ruji, dai bagoli , dai mestieri , dai baruji, dai raquaj, dai cossi. Liberami dall’uomo col cappello che guida la macchina targata tv a 30 all’ora al centro della strada e non fa passare nessuno . Fa che possa andare ai mercati, trattare maiali e vitelli, solo con la pacca sulla mano, senza commercialisti , senza scartoffie, senza marche da bollo . Tienimi lontano dall’USL ,dagli impiegati, dalle code , dai certificati . Salvami dai democristiani che , con le loro macchinazioni scònte e con le loro mefitiche riunioni, con l’arroganza di quelli che fanno sempre puìto e mai malamentre, ammorbano l’aria di Tombolo e strumentalizzando anche Te , succhiano via la libertà ed il rispetto che abbiamo per noi stessi costringendoci , con tanta vasellina , a chinare il capo sui loro piedi puzzolenti .E se dovrò morire, che muoia di un colpo , senza impegnative ,appuntamenti , ritardi , disguidi, e rojiaure varie. Lo so Signore, sono una bestia , ma una bestia libera. Amen.
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