I funzionari di partito pretendono un posto nelle liste elettorali.
Una volta una persona che nella sua vita aveva fatto solo il politico non era molto ben vista.
Mio nonno mi diceva:” Chi sa, fa. Chi non sa, insegna e chi non insegna, fa solo politica” ( ed io aggiungo e chi non fa nemmeno politica scrive ai giornali, così non mi chiamo fuori.)
Ora invece sembra che chi non ha un curriculum da funzionario di partito non possa mettersi in politica.
Oggi si assiste alla protesta del funzionario di partito, che dopo una vita passata a portare borse, fare volantinaggio ( Magari A Rosy Bindy), avere assistito a miliaia di riunioni, aver applaudito a miliaia di comizi, conferenze e tavole rotonde, pensa, proprio in virtù di questo curriculum, proprio per questa vita spesa per il partito pensa ad avere diritto almeno ad un posto nelle liste elettorali.
Questa gente non capisce perché, una persona, per il solo fatto di aver vinto un premio Nobel, o per aver avuro successo nelle professioni, o nell’imprenditoria, o anche solo per essere stata una semplice brava massaia od ancora un bravo operaio, arrivando dal mondo esterno, passi loro davanti nelle liste elettorali del partito. Io, invece, per essere provocatore, a questa brava gente che ha speso in questo modo la propria vita e si aspetta chissà quale ricompensa, preferisco una velina. Almeno ha provato a darsi da fare fuori dai corridoi del partito, in qualche attività esterna alla politica e non è obbligatoriamente né scema né una donna di malaffare. Auspico invece che i funzionari politici di professione da sempre, se ne vadano, almeno per qualche tempo a lavorare. Non è mica uno scandalo lavorare per un po’.
Altrimenti, se diamo la priorità ai funzionari di partito professionisti, avremo gente correttissima, che non fa mai una gaffe, che non va mai fuori dalle righe, espertissima di regolamenti , convegni e riunioni di partito, ma che quando c’è da fare qualcosa di pratico, è meglio chiamare i pompieri.
Ricordo che nella scorsa legislatura, la sinistraa, annichilita da se stessa e da tutte le sue regole, non è riuscita nemmeno a risolvere il conflitto d’interessi di Berlusconi, ed ha chiesto addirittura a lui di farlo, una volta arrivato al potere. Berlusconi non si è tirato indietro, ma lo voleva risolvere a modo suo, cioè mantenendo i suoi privilegi. La sinistra ha replicato: “ Non lo devi risolvere come vuoi tu, ma come vogliamo noi.” Questi sono i funzionari: corretti ma inetti ed incapaci. Non parliamo poi della spazzatura di Napoli, se era per i politici-funzionari correttissimi, A Napoli oggi sarebbero sommersi. Né avrebbero mai potuto compiere quel terribile atto di prevaricazione che ha compiuto Berlusconi, quando in occasione della consegna delle prime case ai terremotati, ha fatto slittare di ben due giorni una trasmissione a lui avversaria. Loro sicuramente sarebbero stati più democratici, per il semplice motivo che a furia di dibattiti e di tavole rotonde, annichiliti da se stessi, non avrebbero mai consegnato le case, come è avvenuto nel passato. Ricordiamo il passato?
Per fare qualcosa di utile bisogna prima saper decidere, poi controllare efficacemente che la decisione venga attuata, venga eseguita bene. In sintesi, mio nonno avrebbe detto, per fare qualcosa bisogna farlo, non solo parlarne tanto, rispettando tutte le regole, tutte le precedenze, tutti i protocolli del bon ton politico. Questo lo sa un imprenditore, un operaio, una massaia, uno scienziato, ma non un politico-funzionario, lui sa solo come prendere i voti, non ha bisogno di altro.
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