I disturbatori televisivi rendono più umani I giornalisti.

 

Poco tempo fa attraverso la trasmissione televisiva Matrix ho assistito alle imprese di un tal Paolini di professione disturbatore dei collegamenti giornalistici televisivi. Il personaggio in questione, puntualmente e quasi magicamente appare alle spalle di un giornalista durante un collegamento esterno e con una impassibile faccia di “tolla” lancia dei messaggi deliranti col solo scopo di farsi notare in TV. Sembrerebbe che negli ultimi tempi a questo personaggio se ne sia aggiunto un altro ancora più enigmatico. Quest’ultimo è molto più discreto di Paolini, si avvicina furtivamente ad un personaggio famoso durante le riprese televisive e con atteggiamento molto interessato e competente annuisce sagacemente a tutti i ragionamenti che di volta in volta vengono proposti, poi improvvisamente, fingendosi giornalista, prende appunti freneticamente su di un taccuino verde fosforescente. La mia reazione di fronte a simili personaggi, in quell’occasione è stata quella di una risata liberatoria, mi sono sembrati “quasi simpatici”. Poi però mi sono vergognato di questo mio atteggiamento così benevolo nei confronti di questi due disturbatori narcisisti televisivi. Ho fatto un esame di coscienza ed ho pensato a come mai mi fossero addirittura simpatici. La spiegazione che mi sono dato è la seguente: La televisione attualmente è diventata un teatrino. Tutti prendono in giro ed irridono tutti e proprio come a teatro quando compare un personaggio così lunare e così fuori dal contesto di ciò che sta accadendo, a volte, anzi spesso, può scattare una grossa risata. E questa è una prima spiegazione, tuttavia forse vi è anche qualcosa di più profondo. La tv ci mostra abitudinalmente i drammi di molte persone. Persone che si giocano in diretta o si sono giocati la vita. Persone disperate, persone incazzate, imprenditori rovinati ed accusati, operai giustamente incazzati, politici arrestati, drammi giudiziari, sofferenze più o meno spettacolarizzate a cui col tempo ci assuefacciamo. E’ la voce sapiente compassata del giornalista di turno che ci spiega la realtà, ci spiega com’è e come bisognerebbe comportarsi E’ come se il giornalista giocasse a Poker con i soldi non suoi. Per forza mantiene la calma e fa pure un bel pezzo giornalistico. Una volta tanto vedere i giornalisti stessi sanamente incazzati (e questa volta in proprio e non per conto terzi) ed indifesi di fronte ad un Paolini qualsiasi può far ridere semiconsapevolmente uno spettatore cattivo come me.

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