Sroria di una breve amicizia tra un bambino ed un cane.
IUKY
Acquistai Iuky vicino al caffè Pedrocchi, da uno di quei vecchietti che girano per il centro città attorniati da una nuvola di minuscoli cani. Vidi un piccolissimo cucciolo nero che, seduto in disparte, non giocava con tutti gli altri, e che, ogni tanto, come ricordandosi di un passato dolore, guaiva piano.
Mi avvicinai, lo accarezzai e fu amore a prima vista.
“Di che razza è?” Chiesi al vecchio.
“Fox terrier mosca, una razza indomita” mi rispose.
Disse fox terrier mosca con la stessa sicurezza con la quale avrebbe detto pastore tedesco o Labrador.
In realtà Iuky era un bastardino di circa due mesi, molto simpatico, a cui avevano da pochissimo mozzato la coda per farlo assomigliare ai fox terrier.
Acquistai il cagnolino per poche lire, lo portai a casa, gli diedi da mangiare e lo accarezzai per consolarlo per tutte quelle novità che, suo malgrado, erano entrate a far parte della sua giovane vita. Mi si affezionò subito e senza fatica. Man mano che i giorni passavano cominciò a manifestare anche la sua vera natura: “ Non un cane, ma una gallina” dicevano i miei amici. Infatti, passava tutto il giorno a raspare in giardino, faceva buche, razzolava. Nessuno si sarebbe meravigliato se avesse deposto anche qualche uovo. Col passare del tempo aveva messo su anche una piccola pancia che conferiva rotondità alle sue forme.
Nonostante la malignità dei miei amici, io capii subito che Iuky, malgrado le dimensioni, poteva essere considerato anche un cane da guardia o da difesa personale. Con gli insetti era veramente indomito ed instancabile. Una volta riuscì persino a mettere in fuga una cavalletta enorme. Ricordo ancora lo sguardo pieno d’orgoglio che mi lanciò e che io ricambiai. Coi gatti, invece, aveva adottato una tattica tutta sua. Rimaneva seduto a rispettosa distanza dal felino e solo quando quest’ultimo si muoveva per andarsene, si alzava ed inseguiva abbaiando la preda. Se il gatto si fermava di colpo, Iuky spariva per una mezza giornata per riapparire improvvisamente davanti a me, fingendo allegria come se nulla fosse successo, con un sorriso indifferente tra le labbra. Non gli ho mai rinfacciato queste figuracce e di ciò mi è sempre stato grato.
Il suo affetto per me cresceva ogni giorno di più. Quando mi vedeva mi correva incontro alla massima velocità e si scalmanava poi in mille feste.
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