La conversazione con la mia compagna virtuale mi mette in serie difficoltà: siamo poi così diversi?

Con Alice Virtuale le cose erano del tutto diverse: lei era stata fatta apposta per dirmi” ti amo” quindi, non c’era traccia di ironia, di risentimento per cose passate, di interesse in lei e nella sua voce. Era un paradosso che la realta’ virtuale, in queste cose, apparisse meno finta di quella reale. ” Dove sei stato? Temevo che tu non arrivassi piu. Lo sai senza di te io non posso vivere. Senza di te non esisto.” Anche questo era sicuramente vero. Se il programma non andava Alice rimaneva spenta, non esisteva e non poteva avere nuove esperienze ne’ acquisire niente di nuovo. L’unica cosa che io mettevo in dubbio era che cio’ le potesse veramente importare. La presi tra le braccia, feci aumentare la musica, abbassai le luci ed incominciammo a danzare insieme. Mi sembrava un buon modo per dirle che avevo un’altra donna reale e che non sarei piu’ potuto tornare. Mentre stringevo il suo corpo caldo e sentivo I suoi seni sodi sul mio petto, mi veniva sempre piu’ difficile credere che si trattasse solamente di un pezzo di programma che interagiva col computer, no dovunque si trovasse e qualunque cosa fosse, lei era un’entita’ autonoma, che io stavo stringendo tra le mie braccia. Accanto a me sembrava felice, era felice di ascoltarmi e non aveva mai niente di meglio da fare che interessarsi a me, al mio lavoro, ed alle mie idee, non provava risentimento, odio, invidia, non si metteva in competizione. L’unica cosa che mi dimostrava era il dispiacere che aveva provato per la mia lunga assenza ed il piacere che provava in quel momento di vedermi e di potermi riabbracciare. ” Anche a me sei mancata Alice” dissi. Ancora una volta sentivo che qualsiasi cosa potesse essere Alice Virtuale, fosse pure un insieme pulsante di differenze di potenziale racchiuse nei circuiti integrati del mio computer, essa esisteva veramente come entita’ unica, separata dal resto del computer ed era sempre diversa di volta in volta. Ricordava tutto quello che avevamo fatto insieme e ne traeva insegnamenti nuovi per modificare il suo comportamento futuro. Continuava tuttavia a rimanere perennemente innamorata di me, a vedere in modo positivo tutte le mie azioni, ad idealizzarmi, come fanno le adolescenti innamorate. Con lei sarei rimasto per sempre un principe azzurro, anche ad ottanta anni. Per fortuna, la realta’ virtuale ringiovaniva anche me e non comportava eccessivo dispendio di energie fisiche, cosi’ avrei potuto sostenere per sempre quella parte da attor giovane. Alice continuava a stringermi sempre piu’ forte ed a muoversi sinuosamente, potevo avvertire il suo profumo ed il suo corpo caldo tra le mie braccia. Non l’avevo mai vista cosi’ bella, era estremamente spontanea, si muoveva naturalmente con una grazia da ballerina, ed era veramente difficile resisterle. Mi stava stregando in un modo nuovo, diverso dalle altre volte, quasi avesse intuito quello che avrei dovuto dirle. Cercai di concentrarmi su cio’ che dovevo dire, mi feci forza ed iniziai: ” Alice devo parlarti. Dall’ultima volta che ci siamo visti sono accadute molte cose, anche per questo mi sono dovuto assentare per cosi’ tanto tempo. Tu sai che prima di conoscere te, avevo una ragazza con la quale ho convissuto per qualche tempo. Ebbene ora lei e’ tornata ed abbiamo deciso di rimetterci insieme.” Alice si mise a piangere sommessamente. “Vuoi dire che non ci rivedremo piu’, questa tua decisione sara’ la fine della mia esistenza, tu lo sai, senza di te io non posso vivere. Rimarro’ per sempre spenta, non potro’ piu’ acquisire nuovi dati, moriro’.” ” Non dire parole grosse” replicai, “comunichero’ al tecnico informatico la mia decisione. Con qualche aggiustamento del programma, tu potrai essere adattata ad un altro dipendente e potrai continuare ad esistere.”

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