Dialogo con uno strano signore.
Mentre stavo pensando a quella strana situazione, sentii un rumore al di sotto dell’ala dell’aereo, come un tonfo sordo per cui mi affrettai a chiedere in preda al panico:“ Vuoi dire che esistono veramente? Non è pericoloso passare così vicino con l’aereo? Dobbiamo avvisare il pilota, potremo ferirne qualcuno” “ Non ti preoccupare “ si affrettò a tranquillizzarmi il mio vicino, “loro sulle nuvole ci stanno stare e ci stanno da anni. Semmai siamo noi a correre rischi con questo rumoroso e pesantissimo aggeggio di metallo.”. “ Vorresti farmi credere che abbiamo appena visto l’al di là, il Paradiso? “ Chiesi incredulo. “ Non proprio il paradiso, piuttosto una specie di dependance, sono tutti in attesa di trasferimento” rispose il vecchio indiano. “ Senti un po’ Aurobindo” sbottai ormai irritato per la troppa ostentata sapienza del mio interlocutore, “ Tu sarai pure uno Ioghy ma io non sono un Bubu. Io non credo una sola parola di quanto mi hai detto. Credo solo a quello che vedo io.” “ Proprio così “ m’interruppe l’indiano che io avevo battezzato Aurobindo “ Sei stato proprio tu a vederli per primo” “ Sì, è vero” risposi, “ ma posso essermeli immaginati di sana pianta” Non è possibile immaginare cose che non esistono del tutto” disse enigmatico il vecchio. “Come no” Urlai “ e i marziani, e i draghi allora e le sirene?” “Non dirmi che siamo arrivati al 2007 e c’è ancora qualcuno che crede che i draghi non esistano? Per quanto riguarda le sirene tu hai unito l’idea della donna, che esiste veramente all’idea del pesce che altrettanto indubitabilmente esiste. Ma non puoi pensare a qualcosa che non esiste del tutto. Non potresti avere nessun’idea, non sapresti nemmeno a cosa pensare. Tutto ciò che pensi o è dato da un solo concetto o dalla somma o dalla sottrazione d’idee che hanno pur sempre alla base qualcosa d’esistente. Non puoi avere un’idea di qualcosa che non esiste del tutto. Ricordi Platone ed il mondo delle idee: le nostre idee addirittura precederebbero il mondo del reale, sarebbero stampate nelle nostre menti a garantire la realtà. Pensa alla grande varietà di cani che esistono: ci sono cani che assomigliano a pecore, cani di 100kg e cani di pochi etti, cani tarchiati che fanno fatica a muoversi e cani affusolati fatti apposta per sfrecciare a settanta all’ora, ci sono persino cani che non abbaiano. Un piccolo pincher di 1 kr assomiglia più ad un gatto che non ad un gigantesco S Bernardo, eppure se chiami un bambino di tre anni e lo metti di fronte a qualsiasi di queste razze di cani, quest’ultimo dopo aver dato una rapidissima occhiata dirà: bau , bau sia che sia un pechinese che un S Bernardo, è che l’idea della caninità esiste prima ancora degli stessi cani ed è dentro di noi a garantire che i cani esistono veramente. Quindi proprio per questo non puoi assolutamente pensare a qualcosa che non esiste.”. “ Io lo posso fare “ replicai seccato “ Il Fricandò con il manico di osso per esempio , Il Fricandò non esiste ed io lo penso.” “ Ah si e com’è?” Chiese l’indiano “ Non ho parole per descriverlo, è diverso da tutto ed è molto sfumato” aggiunsi io per ripicca, sempre meno convinto.” “ Cerca di essere onesto intellettualmente e vedrai che mi darai ragione aspettami e pensaci da solo mentre vado alla toilette “ mi disse sorridendo benevolmente Aurobindo. Lo guardai alzarsi dal suo posto e dirigersi senza fretta verso la cabina di pilotaggio dell’aereo. “ Maledetto indiano!” pensai “ Senti che razza di sapientone : Il mondo delle idee… Platone… Ma chi si crede di essere? Una bella vanga in mano gli darei altro che il mondo delle idee di Platone. Meno sanno fare e più pensano. Più muoiono di fame e più si sentono in diritto di insegnare. Una bella vanga ecco cosa gli farebbe bene. Quando farà ritorno lo sistemerò per le feste, altro che caninità ed amenità del genere!” Mi misi comodo e cercai di calmarmi. Passarono alcuni minuti, ogni tanto sbirciavo dall’oblò per vedere se scorgevo qualche altro cherubino, ma niente, e nemmeno Aurobindo accennava a tornare. Giunti in prossimità di Treviso cominciai a preoccuparmi. “ Vuoi vedere che quel sapientone si è sentito male in bagno” pensai e chiamai immediatamente l’assistente di volo: “Signorina” dissi “ può dare un’occhiata al mio amico indiano? E’ in bagno da più di mezzora, sa è anziano e non vorrei gli fosse successo qualcosa.” Quale indiano?” mi rispose l’hostess. “Oh bella , l’indiano che era seduto vicino a me in questo sedile, abbiamo parlato per tutto il viaggio e non vorrei che proprio adesso si fosse sentito male.” “
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