In una grande ditta del futuro, un manager ha un’idea che rivoluzionerà la vita di tutti I dipendenti.

L’ingegner Mitridiate era un manager di razza, si era fatto da solo lavorando per venti anni in quasi tutte le nostre filiali estere, fisicamente era alto, magro distinto, parlava con autorita’ senza accalorarsi mai, aveva una voce da basso che gli usciva dal profondo: bu-bu-bu…Era naturalmente dotato di quel carisma da manager che lo obbligava a prendersi cura in prima persona dei suoi dipendenti. Quella mattina era seduto alla sua scrivania della sede centrale nel suo ufficio e nel reparto che lui stesso dirigeva: Progetti a lunghissimo termine.

L’idea che stava seguendo gia’ da tempo era veramente avveniristica:

fondare un reparto di riproduzione aziendale dei quadri. Ci sarebbero voluti gli adeguati fondi, ma con l’andare del tempo, ci sarebbe stato un ritorno economico eccezionale. Si sarebbero evitati gli sprechi di tempo, lo stress per I dipendenti, le preoccupazioni per il futuro e per Il posto di lavoro ed inoltre,  cosa piu’ importante, I dipendenti sarebbero stati abituati da sempre alla vita aziendale.

Il progetto era grandioso: si trattava di scegliere degli stalloni per I vari dipartimenti e per I vari ruoli da ricoprire nell’organico aziendale da fare accoppiare, per I primi tempi con delle segretarie e poi in futuro con madri geneticamente predisposte a fornire I migliori ragionieri, I migliori geometri, I migliori tecnici e cosi’ via , fino ad arrivare persino agli ingegneri ed ai manager. Non ci sarebbero piu’ state fastidiose rivalita’, giacche’ uno nasceva gia’ ragioniere o geometra o tecnico e si sarebbe sentito pienamente realizzato all’interno della sua azienda, nella posizione per lui piu’ appropiata. L’interessamento ai  problemi sessuali riproduttivi, in Ditta, era cominciato all’inizio degli anni 2000, quando in Giappone si constato’ che durante l’orario lavorativo, molti dipendenti erano colti da raptus erotici e, dedicandosi a questi pensieri  sottraevano tempo prezioso e soprattutto concentrazione all’attivita’ lavorativa. Il primo rimedio posto in essere dall’ingegner Matzuo Shiray di Okawa, fu molto primitivo e risulto’ peggiore del male stesso. Egli appronto’ nella sua Ditta una stanza speciale divisa in due da una paratia bucherellata. Da una parte sarebbero dovuti entrare I maschi colti da raptus erotico, dall’altra le femmine. I maschi avrebbero dovuto introdurre I loro membri, muniti di preservativo, negli appositi buchi posti ad altezza anatomica, e le femmine  sempre distratte dallo stesso problema, avrebbero potutto utilizzare quelli organi nel modo piu’ adeguato. Il tempo massimo fu posto ad otto minuti. Era, come si puo’ facilmente intuire, un rimedio rudimentale, grossolano e barbaro. Innanzi tutto molti dipendenti maschi, soprattutto quelli meno dotati, rimanevano per otto minuti con il loro piccolo pene esposto, senza che nulla accadesse. Potevano solo ascoltare le risatine che arrivavano dalla parte opposta della paratia. Questo li rendeva insicuri ed insoddisfatti e si riperquoteva negativamente sull’andamento del lavoro. Poi si vide che questo sistema per scaricare le energie non era affatto appagante, molti giovani impiegati e tecnici vi ricorrevano piu’ e piu’ volte e, durante la giornata lavorativa, pensavano al sesso molto piu’ di prima. In questo modo il rendimento lavorativo non saliva ma scendeva. Fu per questo motivo, che I primi psicologi e psichiatri aziendali, proposero delle tecniche psicologiche e delle vere psicoterapie che facilitassero non lo scarico delle pulsioni sessuali, ma la loro sublimazione e deviazione sulle attivita’ lavorative aziendali. Questa operazione si dimostro’ piu’ difficile del previsto. Innanzittutto, le persone che avevano precedentemente usato la paratia, non riuscivano piu’ a sublimare ma cercavano uno scarico immediato delle loro pulsioni, tendendo ad usare sempre lo stesso modo che avevano precedentemente appreso. Poi si commise il secondo storico errore: si cerco’ di deviare la pulsione sessuale verso la meta della carriera aziendale. Tutti cercavano di diventare tecnici specializzati, poi supervisor poi superintendent, poi district manager, poi area manager e cosi’ via. Naturalmente non c’era posto per tutti. Tutti si misero a sgomitare, a non voler piu’ fare lavori banali che non avrebbero potuto metterli in luce coi superiori. La competitivita’ aumento’ a dismisura , iniziarono le delazioni tra colleghi di lavoro. Vecchi amici non si guardavano piu’ in faccia sopraffatti dall’invidia, ed il clima divenne sempre piu’ irrespirabile, finche’ oltre ad un cero limite, la produttivita’ incomincio’ a diminuire. Chi, dopo anni di sforzi non riusciva a salire alcun gradino gerarchico si sentiva un fallito e cadeva in una sorta di depressione cronica che lo accompagnava non di rado fino al pensionamento.

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