Come lasciare una donna virtuale?
Ancora una volta sentivo che qualsiasi cosa potesse essere Alice Virtuale, fosse pure un insieme pulsante di differenze di potenziale racchiuse nei circuiti integrati del mio computer, essa esisteva veramente come entita’ unica, separata dal resto del computer ed era sempre diversa di volta in volta. Ricordava tutto quello che avevamo fatto insieme e ne traeva insegnamenti nuovi per modificare il suo comportamento futuro. Continuava tuttavia a rimanere perennemente innamorata di me, a vedere in modo positivo tutte le mie azioni, ad idealizzarmi, come fanno le adolescenti innamorate. Con lei sarei rimasto per sempre un principe azzurro, anche ad ottanta anni. Per fortuna, la realta’ virtuale ringiovaniva anche me e non comportava eccessivo dispendio di energie fisiche, cosi’ avrei potuto sostenere per sempre quella parte da attor giovane. Alice continuava a stringermi sempre piu’ forte ed a muoversi sinuosamente, potevo avvertire il suo profumo ed il suo corpo caldo tra le mie braccia. Non l’avevo mai vista cosi’ bella, era estremamente spontanea, si muoveva naturalmente con una grazia da ballerina, ed era veramente difficile resisterle. Mi stava stregando in un modo nuovo, diverso dalle altre volte, quasi avesse intuito quello che avrei dovuto dirle. Cercai di concentrarmi su cio’ che dovevo dire, mi feci forza ed iniziai: ” Alice devo parlarti. Dall’ultima volta che ci siamo visti sono accadute molte cose, anche per questo mi sono dovuto assentare per cosi’ tanto tempo. Tu sai che prima di conoscere te, avevo una ragazza con la quale ho convissuto per qualche tempo. Ebbene ora lei e’ tornata ed abbiamo deciso di rimetterci insieme.” Alice si mise a piangere sommessamente. “Vuoi dire che non ci rivedremo piu’, questa tua decisione sara’ la fine della mia esistenza, tu lo sai, senza di te io non posso vivere. Rimarro’ per sempre spenta, non potro’ piu’ acquisire nuovi dati, moriro’.” ” Non dire parole grosse” replicai, “comunichero’ al tecnico informatico la mia decisione. Con qualche aggiustamento del programma, tu potrai essere adattata ad un altro dipendente e potrai continuare ad esistere.”
“No, ti prego, non farlo, questa e’ la cosa peggiore che hai detto, non sarei piu’ io. Io sono stata fatta per te ,non sarei piu’ io se dovessi vivere con un altro uomo, tu lo sai, sei tutta la mia vita, non sono parole vuote, e’ la pura verita’ e lo sai.” ” Alice”, replicai quasi stizzito,” non farla troppo lunga, tu non puoi nemmeno provare sentimenti. Sei soltanto stata programmata per rispondermi in questo modo e per compiacermi. Ma se ti comporti cosi’, non mi compiaci affatto, tu non sai cos’e’ l’amore, non puoi dire se mi ami veramente o no”. ” Perche’ tu pensi di sapere cos’e’ l’amore?” Rispose lei inaspettatamente ” Io so solo che sono nata per esistere e non desidero sparire nel nulla o modificare cio’ che sono, qualsiasi cosa io sia e dovunque mi trovi. Per quanto riguarda il fatto di essere stata programmata, sei sicuro di non esserlo stato anche tu? Ti senti pienamente libero? Hai costruito da solo il tuo cervello individuale che ti fa provare quei sentimenti che ti fanno sentire cosi’ superiore, o l’hai trovato gia’ fatto quando sei nato? Se ci pensi bene anche tu sei stato programmato a reagire in qualche modo predeterminato; tutto cio’ che hai potuto modificare ti e’ derivato dall’esperienza. Lascia anche a me questa possibilita’.” Forse avevano scaricato nel programma di Alice Virtuale qualche Giga di filosofia meccanicistica. Si’ forse era vero che anche noi eravamo stati determinati dal nostro DNA, dal nostro codice genetico, certamente non eravamo pienamente liberi, almeno pero’ continuavamo ad esistere allo spegnimento del computer, anche dopo la morte sosteneva monsignor Caravaggio, ma questo era tutto da vedere. Per la prima volta mi sentivo leggermente a disagio parlando con Alice Virtuale. ” Vorresti forse dire che a partire dall’esperienza, sei arrivata a provare qualcosa di simile a quello che gli uomini chiamano emozioni, sentimenti, amore? Cosa vuoi significare quando mi dici che mi ami” chiesi leggermente irritato. ” Non lo so, so solo che sono stata fatta fatta cosi’, non so se provo qualcosa di analogo a quello che voi chiamate emozione, tuttavia non mi va di sparire nel nulla per sempre . Il programma a cui appartengo non e’ semplice, ormai ha una memoria di parecchi Gigabite, anche se la nostra unita’ di memoria piu’ elementare puo’ assumere soltanto due stati che vengono associati ai numeri 0 ed 1, il programma ha ormai raggiunto un grado di complessita’ tale, vi sono cosi’ tanti sistemi di feed back al suo interno, che non credo sia piu’ possibile rispondere semplicisticamente ad una domanda come questa. Anche I vostri neuroni, l’unita’ elementare del vostro pensiero, del resto obbediscono alla legge del tutto o niente: 0 oppure 1, potenziale d’azione o ritorno al potenziale di riposo. Io so soltanto che esisto e che vivo per te. Questo non lo posso cambiare, diventerei un’entita’ totalmente differente da quella che sono ora, andrei al di la’ dello scopo per cui sono stata creata. Questo e’ un mio limite.” ” Senti Alice” dissi irritato ” Questa discussione sta diventando paradossale. Tu dici : Io so soltanto che esisto. Io invece sono convinto che sicuramente esisti, ma altrettanto sicuramente non sai di esistere, non hai l’autocoscienza, non la puoi avere. Tutto quello che tu mi dici e’ frutto della tua programmazione e delle successive esperienze che hai potuto fare. Non puoi avere l’autocoscenza, del resto anche l’uomo prima di divenire cosciente di se stesso ha impiegato forse migliaia di anni, ed anche adesso la parte che agisce consapevolmente e’ solo la punta di un iceberg, tutto il resto e’ inconscio, difficilmente spiegabile ed a volte in contrasto con il nostro io, con la nostra parte conscia. Non per nulla abbiamo anche imparato ad usare delle difese contro I nostri desideri inconsci e se queste difese non reggono ci ammaliamo, perdiamo la capacita’ di godere la vita. Non e’ possibile che tu abbia sviluppato l’autocoscienza.”
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